Un bel tacer non fu mai… detto

Un bel tacer non fu mai… detto

Il mondo è governato più dall’apparenza che dalla realtà ed è meglio far mostra di sapere qualcosa che saperlo.
(Daniel Webster)

Nell’era del “Preziosi Vattene” di alcuni, il silenzio in merito alla vendita societaria dovrebbe farla da padrone. Soprattutto se a parlare non sia un acquirente, ma un signore che ama farsi chiamare commendatore, che afferma di voler aiutare Preziosi, senza mai aver messo in pratica il buon proposito, che sui giornali ormai appare solo quando dalla sua bocca venga pronunciato il nome Genoa. Probabilmente, l’esimio, oscurato dal lavoro del figlio, avendo più tempo, invece che guardar container e operai come molti anziani i cantieri, prova fierezza nel comparir con gioco facile sui quotidiani locali, creando turbolenze che rischiano di trasformarsi in tsunami….

Dopo varie affermazioni con la mano tesa, ma verso i microfoni, salta su con Amazon – che diamo atto aver portato il suo Gruppo a Genova, creando un po’ di burrasca, poiché niente si fa in cambio di niente, ma risolta seppur con baccano. Colosso dello shopping online, vera e propria industria miliardaria, il nostro dice gli propone l’acquisto del Grifo. Mentre gli occhi mi si riempiono di lacrime (dalle risate), alcuni si esaltano. Ma attenzione, è facile alimentare fuochi di questi tempi. Lui potrebbe anche averglielo chiesto veramente, ma ciò è ben lungi dal fatto Amazon prenda anche solo in considerazione la cosa.

Fase due (di mille). Sgonfiatosi l’episodio come recuperare visibilità? Declinare amore per il Genoa non porta consensi e non fa notizia, mettiamoci dentro due cinesi, non meglio identificati, a far bollire qualcosa in pentola. Che vuol dir tutto e niente, ma soprattutto vuol dire “parlare alla… a sproposito” [cit.].

Ma voglio essere buona. Supporre che magari un’imprenditore, afflitto da Coronavirus perché altro motivo se non la follia febbrile non ci sarebbe, voglia provare l’affondo. Intanto sarebbe d’uopo parlarne con chi la società la possiede. Poi, trovate basi quantomeno stabili, organizzare un incontro e (forse) dopo proclamare la propria bravura a dispetto del fatto si vorrebbe agire diversamente, in prima persona, ma la famiglia ed il loro non volerne sapere vanno rispettate, così “risolvo io, comunque, che sono bravo ed amo tanto i colori RossoBlu. Il contrario suona quantomeno particolare. La scelta delle radici da cui far provenire le sirene è strategica, devo ammetterlo: da quanto si parla di Silk of Road? Quante delegazioni sono giunte in Comune dalla Cina? Quante volte alle attività portuali si è affiancata un’apparente volontà di investimenti orientali? In fondo siamo o non siamo la capitale dello shipping nazionale e del Mediterraneo? E poi, magari, se faccio vedere che mi interesso, chissà che qualche ZLS non mi venga attribuita…

Ordunque, cari tifosi, vi pare possibile quanto affermato con tanta sicurezza dal buon commendatore? Ma lascio a voi il beneficio del dubbio… e giungo al punto, dopo essermi dilungata fin troppo.

In un momento in cui vi sia in corso una protesta più o meno lecita di una parte della tifoseria, dopo momenti incresciosi, con insulti al presidente ed alla sua famiglia, iniziative in cui si chieda allo stesso di andare via senza nemmeno preoccuparsi di utilizzare il termine corretto, vendi, evidentemente non avendo contezza del fatto se ne andasse come da loro desiderata il Genoa sparirebbe (e o sciô non lo vuole, perché tali dichiarazioni si basano sull’amore per il club)… sapendo cosa voglia dire essere contestati (seppur nel suo caso, molto giustamente)… in una situazione così delicata, salti su con affermazioni simili che possono solo aumentare la discordia! Perché adesso, che sia vero o no, a prescindere, sarà Preziosi il colpevole e quindi gli si aggiungerà un nuovo bersaglio sulla schiena: se ci fossero acquirenti e non garantissero copertura finanziaria o sufficiente denaro per concludere, sarebbe lui a chiedere troppo perché in realtà non è sua intenzione dare via quella che per questi molesti tifosi sarebbe “la gallina dalle uova d’oro”. Addirittura ho letto chi dica che il giusto prezzo sarebbe 60 milioni: valutazione che non copre nemmeno le spese dei dipendenti tutti…. Se invece non vi fosse nulla di vero, sarebbe comunque lui a mentire perché in realtà, the circle, non vuol vendere.

Ovviamente, i giornali, visto il silenzio intorno alla questione, regalano paginate di interviste e supposizioni al nostro caro imprenditore in giallo, ma questa è un’altra storia, anche se dalle stesse conseguenze…

Circa l'autore