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Siamo così: parliamo di diritti e dimentichiamo i doveri

Siamo così: parliamo di diritti e dimentichiamo i doveri

“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi” [A. Einstein]

La verità è che siamo un popolo di incoscienti (almeno in gran parte), governato da incompetenti che non sa rispettare poche semplici indicazioni, se non per imposizione.

Ci sono i furbi, che riempiono Boccadasse e scappano dalle zone rosse, i menefreghisti, che non seguono nemmeno i piccoli accorgimenti, i “fenomeni” che organizzano feste cui la gente partecipa. Penso per esempio ad Elettra Lamborghini, lei da denunciare, ma quelli che sono andati al party, non da meno. Poi ci sono gli esagerati: la multa 600 euro al panettiere per il non rispetto della distanza. Giusto? Ma perché allora non verbalizzare anche tutti quelli che hanno affollato le spiagge ed i locali nonostante le raccomandazioni?

L’errore iniziale è stato quello di non fare come la comunità cinese, chiudendo tutto per 15 gg. Certo, la stangata sarebbe stata pesante, ma il protrarsi della situazione, a ben vedere, è forse peggio per ogni attività. Poi sarebbe bastato seguire le indicazioni, essere attenti e prendersi cura di sé, finendo per rispettare il prossimo più o meno consciamente. Invece no, si è dovuto arrivare a questo. Che comunque crea confusione, lavoratori di serie A e B e situazioni ambigue. Mercoledì mi recherò a Milano per lavoro: autocertificazione e richiesta del cliente alla mano, visura camerale per il rientro a testimoniare la società abbia sede a Genova. Forse, sarebbe stato meglio chiudere le regioni e stop e, visto che molti non sanno rispettare semplici regole, forse avremmo meritato ed ancora meriteremmo una militarizzazione sui confini regionali. Pare infatti che l’Italiano medio comprenda solo le situazioni di obbligo, al limite del dittatoriale.

Se tutti avessero compiuto il proprio dovere, probabilmente la situazione sarebbe diversa. Ma ognuno si crede immortale e strizza l’occhio orgoglioso “io me ne frego”. Anche perché se ben guardassimo i dati scientifici, il famoso metro è del tutto insufficiente: ne servirebbero almeno 3 e il virus resta nell’aria 30 minuti.

Ma il principale errore, a mio modo di vedere, è stato nella comunicazione. Troppi media hanno ospitato troppe persone, pareri diversi, contrastanti, talvolta estremi: dal “è solo un’influenza un po’ più tenace” al “moriremo tutti”, più o meno. Burioni catastrofico, Bassetti contenuto. Ogni canale, rivista, giornale, intervista qualcuno che dice la propria, dal complotto America/Italia/Cina, a quello militare segreto, dal “stiamo calmi” al “allarme rosso”. Ritengo che la comunicazione dovrebbe essere esclusivamente istituzionale, minimale e cadenzata. 2 interventi al giorno: rappresentante del Governo e Responsabile della Protezione Civile. Al massimo, lo stesso andamento, sarebbe da intendere anche per Regione, per dare informazioni aggiornate sul territorio di residenza. Stop.

Di certo non c’è bisogno della mia disamina e la stessa non muoverà foglia. Io continuerò a lavorare, a seguire le prescrizioni e, quando non necessario uscire, mi godrò i miei cari e le mie serie preferite. Per il resto, ho saputo che ci si ammali solo dalle 18 alle 6 di mattina, quindi non rinuncerò al pranzo nel locale sotto l’ufficio ed al caffè con amici, mantenendo la distanza da hula hoop… (!!!)

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