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Qui non vuol più morire un cazzo di nessuno

Qui non vuol più morire un cazzo di nessuno

Premetto e così sgombriamo il campo, che anche io vorrei campar cent’anni.

Corona Virus, son le due paroline che causano riflessioni di questo tipo, probabilmente.
Si viene a sapere, oggi, che in Italia ci potrebbe essere l’80% delle persone che sono contagiate, ma, essendo asintomatiche, se ne accorge nessuno, tanto meno loro.
La domanda è: cosa facciamo? Cosa ne, facciamo di questi milioni di persone.
Perchè sono oggettivamente un pericolo, sono loro, il pericolo, visto che non avendo sintomi possono contattare altre persone, stargli vicino e più del dovuto e permesso.
Dice, “facciamo il tampone a tutti” così sappiamo la situazione di ognuno.
Ci sta. Ma la domanda rimane: di quelli che stanno bene perchè sono asintomatici, cosa ne facciamo?
Li obblighiamo a restar chiusi in casa per mesi? Per anni? Per sempre?
O paradossalmente eliminiamo loro per salvare gli altri, le possibili vittime da contagio.
Forse non sono domande così stupide. E che comunque necessitano lo stesso una risposta.
Anche perchè, nella mia ignoranza, leggo che paradossalmente un Virus cessa di esistere se e quando ci sono più persone contagiate. Non meno. Perchè, dicono gli esperti, che più un Virus circola, più contagia persone, più saranno comunque le persone che avranno creato ANTICORPI. .
E più persone creano anticorpi a quel virus, più persone rimarranno alla fine in vita.
E alla lunga, il Virus, si attacca al tram, non alle persone, avendo le stesse sviluppato antigeni.
E allora, forse, sarebbe più giusto seguire le Leggi della Natura.
Non sarebbe più semplice seguire le Leggi della Natura e quindi la selezione naturale che é fondamento della Natura stessa?
E sì perchè, qui non vuol morire più un cazzo di nessuno.
Comprensibilissimo, ma egoistico e soprattutto contro Natura, appunto.
E io sono il primo a cui girerebbero i coglioni se dovessi morire
In Natura, i più deboli, muoiono. Non fosse così, su questo pianeta saremmo miliardi di miliardi di miliardi. Soprattutto nelle specie animali.
In una cucciolata, campano i più forti. E quasi sempre é la stessa mamma a far morire i più deboli. Ouh! Mica l’ho inventata io sta cosa eh? Pigliatevela con quello Lassù. 🙂
La tradizione Esquimese ma vale anche per i Nativi Americani, dice che quando una persona non aveva più i denti buoni e quindi non poteva più masticare le pelli per conciarle o comunque non era più abile per certi lavori, capiva che era arrivata la sua ora. Lasciava il proprio Igloo, il proprio Tepee, salutava tutti i suoi cari e si incamminava. Neve, vento o sole ci fosse. Raggiungeva il posto più distante ed isolato che poteva e poi si metteva lì, seduta, ad aspettare la Morte.
Che nove e mezzo su dieci arrivava per via di Orsi, di Lupi, Puma o Coyotes.
Ci volevano un bel paio di coglioni. Ma era così.
Oggi e da un lato ancora grazie e meno male, si operano per cancro al cervello ultraottantenni se non novantenni e io sarò il primo un domani a sperare di usufruirne nel caso e un intervento del genere oltretutto costa un monton de dinero e ricade sulla collettività.
Senza parlare poi di operazioni di ernia o per togliere una cisti fatte al proprio micino o cagnolino.
Magari di 15 anni di età.
Questo è. Incontestabile.
Io non so se sia giusto o non giusto, ma una volta l’umanità aveva una concezione diversa della morte. Non dico si fosse entusiasti del suo arrivo, ma la si accettava, Era un fatto naturale.
Non si può vivere a tutti i costi e pure in eterno.
E forse, non è nemmeno giusto.
Oggi, non vuol morire più un cazzo di nessuno.

Guardate questo video, che personalmente trovo pieno di verità e grande saggezza.





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