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Post solo per genoani di certo tipo

Post solo per genoani di certo tipo

Pertanto si sconsiglia vivamente la lettura a chi non facesse parte di questa categoria. Non si risponde quindi di eventuali danni all’equilibrio psicofisico derivati dalla visione. Seguire le avvertenze.

Il Genoa ieri ha vinto, ha vinto una partita a detta di tutti, Asperti e non Asperti di importanza FONDAMENTALE.
Quindi, vuol dire che se non si fossero presi i tre punti, sarebbe stato non solo un bel casino, ma un vero e proprio dramma.
Detto questo, è curioso come molti genoani ma per fortuna non tutti, siano e appaiano scontenti di questa vittoria.
Bisognerebbe avere troppo tempo e spazio per cercare di spiegare e capire questa tipo di fenomenologia poichè secondo me appartiene alla sfera della Psiche e del comportamento, quindi è più roba da Psicologi -se non Psichiatri- e Sociologi.
Cosa che io non sono in entrambi i casi.
Ieri si è vinta (finalmente ndr) una partita e di solito un tifoso a quanto mi risulta, per questo gioisce. E’ contento, felice.
Nel caso del Genoa, questo non vale o almeno non è sentimento universale, che riguarda tutti.
Perchè il genoano o almeno quelli di cui sto parlando, ha una strana considerazione di sè e della propria squadra, cioè il Genoa.
Lui non è un Tifoso normale. Lui è Unto dal e del Signore.
E’ intriso dei più alti e nobili valori, è l’Etica in persona.
Non accetta alcunchè che sia fuori da questo recinto e quindi tanto meno lo può accettare il Genoa.
Il Genoa deve vincere e con chiunque e in qualsiasi momento e situazione, secondo i sacri crismi dello Sport e dell’Etica appunto.
Perchè “lui” è genoano e il Genoa è il Genoa.
Traducendo, il Genoa intanto deve vincere, sempre, ma non basta.
La vittoria deve arrivare per via di un gioco fantastico, che annichilisce l’avversario (chiunque sia). I giocatori, i suoi ovviamente, devono essere non solo dei fenomeni pieni di talento e tecnica, ma devono avere le doti fisiche di un Decatleta, la corsa e l’agilità di Edwin Moses e la cattiveria di Tyson dopo che gli è stata violentata la mamma.
Tuttavia questo, in alcuni casi, non gli basta, non basta, perchè il suo giocatore deve come minimo aver dimostrato di essere stato genoano, almeno da bambino. Ma se anche in più tarda età, questo gli viene perdonato. A fatica.
Altro elemento fondamentale che contraddistingue questo tipo di genoano è il suo non considerare minimamente gli effetti che produce l’arbitraggio: gli arbitri non contano, quello che fanno, tanto meno. I rigori rubati dati a sfavore, non, contano.
Le porcate arbitrali, non hanno alcun valore e se al Genoa danno un rigore, questo è sempre discutibile se non regalato.
Il Genoa deve vincere comunque. Cazzo c’entrano gli errori e i danni arbitrali.
Ma la cosa curiosa per usare un eufemismo è che questi errori contano eccome se vengono fatti (cosa che per altro accade molto raramente e in 126 anni di Storia) a proprio vantaggio.
Questi errori allora diventano importanti e lui, il genoano Unto dal Signore, è subito pronto a rilevarli e a metterne in luce l’importanza.
Non è escluso, se potesse, che sia proprio lui a presentare formale denuncia all’ufficio inchieste, perchè “così non si fa“.
Ma visto che questa procedura è complicata e soprattutto non potrebbe dare l’esito sperato, lui, si accontenta di sfogare il suo malumore prendendo in mano il telefono e fare il numero di una delle tante trasmissioni sportive, dove per altro ha la qui sì certezza di trovare subito accoglienza e da parte di persone esattamente uguali a lui. Un raduno di commilitoni insomma.
Io invece, che probabilmente non sono genoano e tanto meno di questo tipo, dopo una vittoria come quella di ieri, sono non solo contento, ma felice.
Godo.
Come una Riccia ninfomane.
Adesso dopo tutto quello che ho scritto sono pronto e per espiare questa enorme colpa a dire 127 Ave Marie e a cantare due Salmi in memoria di Sir James Spensley.
Forse, così mi si perdonerà.

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