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Per i Burioni Boys

Per i Burioni Boys

Davvero, mi rivolgo a voi perchè magari avete più possibilità di contattarlo, magari lo conoscete anche, siete suoi amici oltre che fans sfegatati.
Questo è quello che scrive Vittorio Sgarbi sulla sua pagina Facebook, di cui non sono di certo un suo fan a mia volta…
Fateci sapere. Ve ne saremo grati.

Il 24 marzo ho chiesto pubblicamente al “Patto trasversale per la Scienza” (di cui Burioni è uno dei fondatori) di rendere pubblico il bilancio dell’associazione (perché di una semplice associazione si tratta, con sede a Senigallia) di chiarire se tra i propri finanziatori ci siano aziende farmaceutiche e chi, tra i propri illustri membri, abbia ricevuto soldi dalle stesse nell’ambito della propria attività scientifica.
Il “Patto”, però, continua a essere omertoso.
Vi chiedo di condividere questo post, così a chiedergli trasparenza non sarò solo io.

Vittorio Sgarbi
24 marzo alle ore 17:11 ·
#coronavirus

Il «Patto trasversale per la scienza», che in questi giorni distribuisce patenti di “scientificità” alle tesi di questo o quel virologo, e che minaccia azioni legali a destra e manca nei confronti di chi dissente dalle posizioni dei propri membri, non è altro che un’associazione privata di medici, con sede a Senigallia (Ancona) e di cui poco o nulla sappiamo se non che alcuni di loro hanno monopolizzato sulle tv private e di Stato il dibattito sul Coronavirus.
Nulla di istituzionale, dunque. Nessun riconoscimento. Una semplice associazione privata come lo è quella degli appassionati di scopa.
Considerato che dallo statuto dell’associazione si apprende come «le risorse economiche dell’organizzazione sono costituite da: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, attività di raccolta fondi, rimborsi da convenzioni; ogni altra entrata», e visto che in nessuna parte del proprio sito internet vi è alcuna informazione in relazione alle entrate, sarebbe giusto, in nome della trasparenza, che l’associazione pubblicasse il bilancio.
Chiedo, inoltre, all’associazione di chiarire se tra i propri finanziatori ci siano aziende farmaceutiche; e chi, tra i propri illustri membri, abbia ricevuto fondi dalle stesse nell’ambito della propria attività scientifica.
Sono certo che risponderanno con la massima sollecitudine.



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