ORWELL TODAY

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Scrive un mio contatto sul suo profilo:

“ A Piazza Pulita Concita De Gregorio – ex direttrice dell’Unità, fino al suo fallimento – ha spiegato in breve il senso del pensierino espresso l’altro giorno dal caposardina Santori: “Politica con la P maiuscola significa delegare a qualcuno che è competente.”

Secondo Concita, il tema del MES (come dunque tutti quelli in generale di pari complessità dei trattati con l’UE et similia) dovrebbe essere lasciato ai ‘competenti’ (come Elsa Fornero, indicata in studio). Questa sarebbe l’essenza della democrazia: il popolo manda qualcuno ‘di cui si fida’ a trattare a suo nome (segue applauso scrosciante).”

Ancora faccio mio il commento consequenziale secondo cui il fatto che non tutti possano occuparsi di tutto, e che sia necessario dare fiducia di volta in volta a persone che nei rispettivi ambiti di specializzazione ne sanno più di noi non possa che essere fisiologico e naturale, e nessuno lo mette in discussione. Del resto è sempre stato così. Quando mai in televisione si parlava sei volte al giorno, prima e dopo i pasti scegliete voi quali e scegliete voi le reti televisive, di economia politica e di politiche economiche, materie che si studiano con approfondimenti all’Università e con master in altre sedi?

Da un lato ci imbottiscono di concetti a senso unico di queste materie raramente ascoltate prima, quando le cose andavano bene, al contrario taciutissime negli anni 80 quando “competenti” tipo Ciampi, Andreatta e Prodi hanno destrutturato la socialità, l’economia, la ricchezza delle famiglie (i risultati si vedono adesso), e poi ci dicono che non ne dobbiamo parlare perchè si deve lasciare parlare il competente, e si indica pure la Fornero.

Nel Terzo Reich queste cose erano all’ordine del giorno, ed i competenti poi erano degli ex bibliotecari, imprenditori dell’allevamento di polli e via di questo passo. Per non parlare del capo, pittore da strisce stradali o del capo marketing e immagine che diceva: più le spariamo grosse e più ci credono.

Avrete notato che dall’ultima bomba che fece saltare una chiesa romana e dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, salvo rari episodi di warning, in Italia non è mai più successo un attentato attribuito a eversori interni?

Forse perchè si era arrivati a dove si intendeva arrivare? Alle privatizzazioni del sistema, alla sua finanziarizzazione? Al deconcentramento della ricchezza distribuita in poche, solide, nobili mani?

Tutto ciò ha alcune strategie, una ad esempio è quella di elevare allevatori di polli (non quale competenza effettiva, naturalmente, ma immaginifica soprattutto quando messa a confronto con i giganti del passato anche recente, sia interni sia esterni) a “competenti”. E i risultati presi a cuore zero ben sapendo cosa si stava facendo, sono li a dimostrarlo. Parliamo di oltre mille suicidi. E questi sarebbero i “competenti”.

Presentare in giro per tutte le trasmissioni di qualunque rete televisiva fa riflettere su un’unità di gestione strategica della comunicazione, perchè oltre ad ospitare settimanalmente e a volte bisettimanalmente a qualunque talk show, diffondendo il pensiero unico, Fornero, Monti, Cottarelli, Alan Friedman, ultimamente anche un capo sardine che ha pure ottenuto il plauso di Monti, suona come un lavaggio del cervello.

Poi quando tiri fuori Stiglitz, Formigli interrompe discorso e trasmissione dicendo che si viene sempre fuori con gli stessi premi nobel, ma che ce ne sono altri che dicono altro. Ah si? E chi? Milton Friedman, premio nobel nel 76 e gestore delle politiche economiche del Cile di Pinochet e poi di Videla in Argentina, premio nobel che segue di due anni quello alla Pace dato a Kissinger? Dovremmo considerarlo indicativo, per caso?

Neppure si riesce ad obbiettare che gli altri allevatori di polli in televisione ci sono SEMPRE, in qualunque rete. E che non si parla mai di Keynes, Beveridge, Galbraith, Samuelson, ormai andati fra i più, mentre Stiglitz e Krugman possono ancora essere ospitati settimanalmente per confronti fra “competenti”, essendo questi ancora vivi. Cos’è? Porta fastidio che siano ancora li? Bisogna rimediare anche a questo? Avanzate lagnanza nelle appropriate sedi, cari Formigli & Co, e semmai inseriamo nella lista anche altri tre grandi economisti italiani, di cui uno premio nobel a sua volta: Modigliani, Caffè, Tarantelli. Ma di tre uno è sparito senza lasciare tracce, e uno è caduto sotto il fuoco delle Brigate Rosse. E Modigliani ora sarebbe centenario.

Circa l'autore

Jaques de Molay

Esiste solo il bene ed il male.