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INTERVISTA ALLE ORCHE DI VOLTRI

INTERVISTA ALLE ORCHE DI VOLTRI

G (Giornalista) – Buongiorno Sigg.re 4 orche di Voltri cosa vi ha portato a venire a stare nel mare prospiciente Voltri? –

O (Orche) – Beh la ragione principale la sapete, avevamo un cucciolo ammalato, speravamo che i veterinari dell’acquario di Genova, che forse sono tra i piu’ bravi al mondo, ci potessero aiutare, anche se capiamo che non sarebbe stato facile. Poi dal Golfo di Genova, anche se vivevamo molto lontano, da mesi, sentivamo un richiamo particolare. Forse sarà il ponte crollato, forse il traffico, forse le autostrade chiuse, forse le aziende che non danno più occupazione, Genoa e Samp che fanno schifo, le allerte gialle arancioni e rosse, ma era un continuo ”Orca Miseria, ‘Orca Bagascia, ‘Orca di quella Eva”. Poi chiamavate anche un’altra Orca molto più mistica ma tipo quando qualche suo simile prendeva come delle mignolate nei comodini di notte al buio e quindi eccoci qua a furia di chiama chiama l’Orca.

G (Giornalista) – Ci raccontate perché avete portato il cucciolo, ormai morto, per quattro giorni in superficie?

O (Orche) – Perché anche se ci chiamate orche assassine, siamo molto intelligenti, e sappiamo benissimo che il cucciolo è morto. Ma è il nostro modo di stare vicino al dolore della mamma e di pensare che l’anima del cucciolo è ancora con noi e gioca tra le onde. In questo è l’unica cosa in cui siamo uguali a voi umani. Il dolore delle madri per la perdita di un figlio.

G (Giornalista) – Pensate di fermarvi molto?

O (Orche) – Beh il nostro parere è contrastante. Questo tratto di mare è molto inquinato, chissà se il nostro cucciolo è morto per colpa della plastica o di qualche rifiuto che avete versato in mare. D’Altronde è inutile menarselo. Voi umani state provando a farci fuori insieme ad altre migliaia di specie con il vostro comportamento ignobile e distruttivo verso la natura. Dall’altro lato questo è un gran bel posto. Quando tiriamo fuori il muso vediamo le Alpi Marittime innevate e ci sembra di stare in Patagonia, poi ci buttiamo in acqua di notte verso Portofino e sentiamo un mare tiepido quasi come ai Caraibi. Il mare è anche molto profondo, avete pure il Santuario delle nostre cugine balene non molto distante. Non so ci stiamo ragionando.

G (Giornalista) – Ma quale sarà il vero motivo che farà pendere la decisione di andarsene o restare? –

O (Orche) – L’Estate –

G (Giornalista) – Ma in che senso l’Estate? –

O (Orche) – Nel senso che in considerazione che ci avete chiamato e quindi avete di bisogno ed in considerazione del fatto che ci state sterminando vorremo un pò divertirci. Avete dimenticato che siamo in cima alla catena alimentare. Anche lo squalo bianco, che tra l’altro noi chiamiamo il senza cervello, quando arriviamo noi porta via le tende. Anche quelli che avete visto in tv, il nr.1, 2, 3, 4 . Dimenticate che pesiamo tra le 7 e le 10 tonnellate, siamo lunghe tra 5 ed 11 metri e andiamo a 55 km orari. E un pò arrabbiate con voi umani lo siamo. Belin sai che ridere sulla spiaggia di Vesima, piombare a 55km/h sotto un tendone di equadoregni che si sono calati 60 birre a testa e disturbano tutti con la musica latina a 9000 decibel che diventiamo pure sorde noi in mezzo al mare e rubargli la borsa frigo con gli alcolici?. Oppure a quei ragazzi muscolosi che invece di pensare alla mussa, spruzzano tutti e tutto per andare dietro ad un pallone. sai che ridere se usciamo noi dal mezzo del mare e diamo una pinnata al pallone restituendolo sul viso del malcapitato a 300 km orari? Non vediamo l’ora di farvi cagare addosso su tutto il litorale ligure, tanto basta tirare fuori la pinna a 10 metri dalla spiaggia, sai che fuggi fuggi.

G (Giornalista) – Allora vengo ad intervistarvi verso fine maggio che dite?

O (Orche) – Solo se scrive l’intervista come abbiamo detto, altrimenti un morso al culo, mentre prende il sole ai Capomarina, non glielo toglie nessuno manco a lei. Arrivederci, a fine maggio.

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