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Il discorso dell’anno

Il discorso dell’anno

Ovviamente, secondo me, a mio gusto personale.
41 minuti di grande intensità e passione.
Dedicato a chi parla di TSO come se piovesse e misure restrittive sempre più liberticide.
Farsi scappare la mano è un attimo cari ragazzi e mi sembra che si sia sulla buona strada.
Questo signore, Avvocato, sa molto bene e sulla sua pelle cosa voglia dire TSO e ancora meglio lo sa suo fratello che vi è incappato solo per aver girato in auto con un megafono in mano, con la gravissima colpa di dire la propria opinione su quello che stava accadendo.
Se non si fosse mossa l’opinione pubblica e quindi tante persone, quel ragazzo, da quell’ospedale, da quel reparto di “cura” probabilmente non ne sarebbe mai uscito. O nel caso, non certo come ci era entrato.
A me francamente stupiscono sempre di più le persone così dette di sinistra o che almeno dicono di esserlo, persone che sono sempre state in prima fila contro ogni abuso e riduzione di libertà magari cantando la solita “Bella Ciao”, che sembrano diventate tutto l’opposto a causa di un virus influenzale, un virus del raffreddore, sicuramente contagioso, ma che ai quali è stato fatto credere che sia terribilmente letale. Molto peggio della Peste Nera, di Ebola o di chissà che altro.
E che sia nulla di tutto questo non lo dico io, ma lo stanno dicendo i dati, i numeri e lo diranno sempre più, che non è quella cosa che ci hanno detto essere.
E arriverà il giorno che questo verrà capito. Da tutti.

Occhio a parlare come se nulla fosse di TSO, poichè entrare di colpo in un vero e proprio dramma, ci vuole un attimo, perchè è come quello che parla di galera e di ergastolo per tutti “intanto io ho nulla da temere, non faccio niente di male“.
Sai quanto ci vuole a fare magari anche poco o niente e a trovarti catapultato dentro un incubo?
Tu, oppure tuo figlio, che sicuramente è un ragazzo modello, che non ce n’è.
Basta una parola sbagliata, detta nel momento sbagliato.
E dovrebbero saperlo benissimo questi nuovi adoratori del TSO di cosa sto parlando, perchè sono praticamente le stesse persone che hanno riempito, giustamente, con migliaia di post e miliardi di parole al bar o in ufficio il loro stare a fianco di Ilaria Cucchi. Che hanno manifestato, giustamente, la loro indignazione e la loro rabbia per quanto accaduto al fratello.
Una parola sbagliata, detta nel momento sbagliato alle persone sbagliate. E non ci sei più. Dopo aver pure sofferto le pene dell’inferno.
Vedete quanto ci vuole poco, quanto basta poco per entrare in un vero e proprio Incubo.
E non uscirne più. Anche se si è un ragazzo d’oro, che non ce n’è.

E’ bastato un Virus del raffreddore, un po’ più contagioso e problematico del solito per trasformare una persona, tante, persone.
E questo è triste. Molto triste.
Contagiato, non vuol dire pericolo mortale.
Specie da quando anche importanti organizzazioni mondiali che si occupano di Sanità, di Salute, dicono che gli asintomatici non contagiano un belin di nessuno. Ci sono le prove, gli studi, le sperimentazioni che dicono questo.
Basta volerle vedere e sentire.
Sono milioni gli italiani che sono contagiati e moltissimi di loro nemmeno se ne sono accorti.
Dovrebbero, dovremmo, essere morti tutti.

Abbiamo tutti pianto per McMurphy e Grande Capo. Era il 1976.
Ed era solo un film.

Per chi ha voglia di spendere 41 minuti del proprio prezioso tempo, buona visione.

E come sempre, visto che video come questo possono sparire da un momento all’altro, lo salviamo.

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