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I bambini fanno ooooh!

I bambini fanno ooooh!

I bambini hanno pianto alla cessione di Piatek. Mi ricordo il dispiacere quando cedemmo Domini e Cervone, il primo alla Roma, il secondo al Parma. Avevo 10 anni. Andavo allo stadio da 7, con il mio papà… quello che mi ha trasmesso la passione vera. Mi ricordo che avevo come idolo Trevisan, solo perché il terzino dopo aver subito un colpo, rimase in campo fasciato in stile turbante. E pure Marulla, buon Gigi, inciampato sul piede dell’arbitro ed espulso… voleva portare via la squadra. Nessuna maglia coi nomi da restituire, solo quella con stemma e scudetti…

Sono nata con il Genoa retrocesso il serie B, era il 1977 dove sono rimasta fino all’81 e sono tornata nell’84; poi sono risalita nell’89 e riprecipitata nel ’95… I miei successi, fino ad allora sono stati: l’uscita al primo turno di Coppa Italia nei campionati 77-78, 78-79, 80-81, 81-82, 82-83, 84-84… un micro botto fino agli ottavi di quello 84-85, per riprendere fino all’88 – 89 uscendo al primo, 89-90 al secondo ma (!) essendo finalista di Coppa Mitropa o Mitropa Cup che dir si voglia… ecco il periodo d’oro: 90-91 ottavi e 4° posto in serie A fino al famoso 91-92 con la Semifinale di Coppa Uefa e i quarti di Coppa Italia… 92-93 inizia il declino, 14′ in classifica e ottavi di Coppa Italia, 93-94 primo turno di Coppe e l’anno dopo… serie B. Dove sono stata fino al 2002 seppur vincendo una coppa Anglo-Italiana nel 96, eh!

Mi direte “e chissenefrega”. Avete ragione. Forse. Ma sono stufa di sentire usare bambini che piangono e si disperano come grimaldello per favorire l’appoggio alla contestazione … perché lo abbiamo fatto tutti, anche da adulti, ma mai senza aver conosciuto e vissuto la serie B. Pare poco? A me no. Eppure, nonostante la fine dell’era Fossati, quella di Spinelli, di Scerni (Mauro!!!), di Dalla Costa (persona ottima), nonostante le “vere” umiliazioni ed i derby non giocati solo perché loro erano in altra categoria, nonostante la vita calcistica ricca solo di “speremmu”, sono rimasta fedele a me stessa. Anzi, credo “veri genoani” possano definirsi solo coloro che abbiano vissuto tutto questo e di peggio. E’ l’essenza del nostro essere. I ragazzini d’oggi sono “pivelli”, bozzoli rossoblu che non potranno definirsi maturi finché così non avranno patito. A quel punto scopriranno che non basta essere in difficoltà, sbagliare mercato o cambiare allenatore per disinnamorarsi. Semplicemente perché non è possibile accada, semplicemente perché non può finire qualcosa di eterno…

A 4 anni, o poco meno, mio padre mi dimenticò allo stadio. Avevamo perso e, semplicemente, andò via, lasciandomi lì, sulla gradinata, quella vecchia, quella che riecheggiava non di tamburi e canti (ormai, direi, più insulti), ma di piedi e mani… sola. Non ho avuto paura, ero in famiglia, ci conoscevamo tutti, ero “figlia” della Nord. Se ne accorse giunto in macchina, anche senza seggiolini, allora non obbligatori. Mi ritrovò per mano ad un anziano, tentò di dirmi di essere andato in bagno, bianco com’era non per timore di avermi persa, ma per la reazione di mia madre fosse venuta a saperlo… Giovani, vecchi, bambini potevano stare in quello spicchio di Tempio, senza essere insultati o picchiati se di idee diverse, al massimo si discuteva in toni coloriti ed accesi. E comunque, anche nella degenerazione, erano pugni, schiaffi, tra i più “combattivi”, non coltellate, cinghiate, botte tirapugni alla mano… e mai contro anziani, come ho visto nell’era Preziosi, anno retrocessione in C… O testate…

Ed andavo pure in trasferta… una volta ci inseguirono: papà mi fece nascondere la sciarpa e ci mettemmo in corteo dietro un carro funebre.

Cosa mi ha dato tutto questo? Le lacrime nel vedere Milito, Motta e Ferrari con la mia casacca, la forza di essere sempre positiva, come adesso. Ci credo, ci salveremo, ne sono certa… so che così sarà, so che arriveranno rinforzi, so che anche coloro che oggi in molti denigrano, in realtà, sono buoni giocatori, cui manca un finalizzatore, un po’ di fortuna ed esperienza, vista la media dell’età. Gli stessi che qualcuno ha preso il merito di aver fatto acquistare e che oggi chiama “uomini di m…”. Sono quella che rivedendo il derby sperava di pareggiare! E pure se perderemo ancora, a Milano, resterò fiera e con gli occhi ancorati alla serie A ed al presidente, l’unico che può comprare, l’unico che lo farà. Perché il Genoa è suo. Non gli conviene retrocedere, non vuole accada e se così fosse, spariremmo, sarebbe quella la vera fine. Quella che qualcuno meriterebbe…

Ho vissuto contestazioni, magari anche durante la partita, per carità, ma mai, MAI, a dispetto del sostegno alla squadra, alla maglia. Fino a quest’ultima éra Preziosiana, con lo schiaffo a Baldini, l’interruzione di Genoa Siena… e giù, giù sempre più giù nel baratro di quello che non può essere e non è tifo, anche quando ci si vanti delle coreografie o di andare in trasferta. Per cosa? Quando perfino alla finale del Viareggio, con ragazzini in campo che stanno provando a vincere quanto appariva improbabile, l’unica idea di coro è contro… che si chiami Preziosi, non importa. Importa il Genoa. E quant’è difficile dire: meglio i doriani, che almeno durante i 90 minuti, sostengono. Poi fuori… si adeguano allo “stile sampdoria” vantato, ma mica tanto seguito. Unico episodio, lo sputo a Mantovani… ma questa è altra storia, non mia, forse di quelli che non tifano più Genoa, ma urlano odio alla società ed ai calciatori. Sorrido nel ricordare lo strisciane: noi siamo genoani (dubito), e voi?

Poveri bambini piangenti che hanno perso l’ennesimo derby… vediamo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Derby_di_Genova

Mmmmh. Non mi pare di essere stata più fortunata. Da 78 al 90: ne ho persi 6 e vinti 2. Pensate, sono sopravvissuta agli sfottò, al dolore, alle lacrime… me ne hanno asciugate tante. Ed io non piango mai, badate bene. L’adolescenza? dal 91 al 95, meglio, persi 2, vinti 1. Anche se il 4 a 1 brucia… ed ancora la mia Genoanità non ha ceduto. Forse perché mi dovevo difendere dai doriani, non dai “miei fratelli”. Ma si sa, i parenti sono peggio, la famiglia la trovi, mica la scegli…

Lo so, questo post non ha senso… (colpa di Antonio che mi ha dato la possibilità di scrivere in un blog di livello troppo alto per me. Ormai è fatta… Povero ThePresident…) Tutto per dire che essere Genoani è sofferenza e questa forgia ed accresce l’amore, ove sia vero. E per sostenere Thiago, che presto raccoglierà i frutti del proprio lavoro, oltre a qualche fiore nel mercato di riparazione. Capisco che tutti vorremmo vedere i figli non soffrire mai, ma non è il Genoa, è la vita!

Era tutta un’altra cosa, avrebbe dovuto essere la mia rubrica GIOCO A FIFA20 E QUINDI ME NE CAPISCO… ma non ce l’ho fatta. Troppo male nel vedere cosa accada intorno, il veleno sparso, le spaccature che vengono attribuite sempre alla società, mai al poco intelletto di chi chiami che la pensi diversamente, “maggiordomo” nei migliorie dei casi, lecca… nella media maschile, tr… di Preziosi nell’accezione femminile.

Come se fossimo ciechi… come se non volessimo di più. Lo vogliamo, veramente però. Non come i nuovi “gradinatari” che godono nel contestare e sperano di retrocedere per poter aumentare ritmo di insulti e minacce e dire a noi, positivi ed amanti della storia, memori di tutto ciò che nel tempo è stato, “lo avevamo detto”. Gli errori li vediamo, ma sappiamo verranno risanati. Brutto, certo, sarebbe meglio partire bene e migliorarsi ancora. Ma onestamente, voi giochereste nel Genoa potendo andare anche in realtà meno blasonate, ma tranquille. Cavolo… Verona!!! Loro danno sostegno e tempo… i veronesi!!!

Bambini piangete! Disperatevi e fatevi consolare dai vostri genitori che a loro volta sono stati abbracciati dai nonni… ma continuate a sognare, non smettete di cantare, di crederci, non fatevi coinvolgere dal brutto del nuovo tifo, dal pessimismo di questi adulti senza cuore… Fate Ohhh, ogni volta che il Genoa entra in campo, col cuore spaccato solo perché Rosso e Blu e la voglia di gioire, non di inveire. Guardate i vostri papà e diteglielo: ma cosa fai, sei brutto così, il Genoa è bello, va cantato e rallegrato… portate le bandierine disegnate col pennarello e mostrate una vera coreografia, fatta di speranza, passione e cuore.

Conto su di voi. Non per l’uso che alcuni genitori fanno di voi. Puri Grifoncini…

Mini rubrica: prendete nome per nome e ditemi se facciamo così pena… a partire da chi il derby ce lo ha fatto perdere con un errore imbarazzante… 3 innesti e fiducia a Thiago. Ne riparliamo a marzo?

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