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GLI JAGHI DELLA BILANCIA

GLI JAGHI DELLA BILANCIA

Bel guazzabuglio medievale quello inerente il Medio Oriente ed il Mediterraneo. Francia e Gran Bretagna soprattutto, e USA di conserva, hanno rottamato gli accordi di Sykes e Picot che prima della fine della prima guerra mondiale, avevano già suddiviso con righe e squadre i territori arabi e palestinesi. Di qui la Giordania, qui la Siria, qui il Libano, laggiù la Mesopotamia e la Turchia non oltre qui, l’Arabia Saudita per il resto.

La Turchia aveva appena perso l’impero Ottomano, che si estendeva dall’Algeria, più o meno, al Medio Oriente, alla Penisola Araba e controllava dunque dal Golfo Persico al Mediterraneo al Mar Nero. Un impero di 400 anni limitato e ostacolato a levante solo da un altro impero millenario e ormai decaduto, ma con la testa comunque sempre lì. Quello Persiano.

Oggi a questo puzzle scomposto, si aggiunge Israele, che per non essere coccio di vetro fra vasi di ferro, non bada troppo alle sottigliezze,e la Russia di Putin, paese tradizionalmente imperiale a sua volta, fosse esso con lo Zar, fosse esso con Stalin. Più, ovviamente, alcune ulteriori aggravanti, ovvero il passaggio delle vie del petrolio, i giacimenti stessi siriani e mesopotamici, nonché le grandi riserve di gas trovate in mare fra Turchia, Libano, Creta, Israele ed Egitto che stanno gradualmente rompendo tutti gli equilibri.

Appunto un guazzabuglio medievale. Chi ci capisce è un genio, ma al solito, alle mire imperiali di paesi colonialisti già causa dell’assassinio di Saddam Hussein prima e di Gheddafi poi, si sono aggiunti gli interessi dell’ex impero Ottomano, dell’ex impero Persiano, e tutti gli altri, rivolti verso la Siria.

Chi crede ad un Occidente estraneo sia ai fenomeni quadeisti, sia all’Isis ed al Califfato, può tranquillamente credere anche alla spontaneità del terrorismo italico, ma ovviamente le cose in Siria sono andate esattamente come in Libia, con la differenza che la Siria è riuscita a farsi affiancare dalla Russia di Putin, non avendo alcun’altra alternativa se non soccombere. Tutto ciò alle spalle della popolazione che ha subito un inferno indescrivibile, sia in Iraq, sia in Libia, sia ora in Siria. I morti, coloro che hanno dovuto affrontare un destino atroce nell’indifferenza totale, sono milioni.

Questa è la premessa, tagliata a fette spesse, che va fatta nel pensare all’intervista chiesta e ottenuta per RAINEWS da Monica Maggioni con il capo di Stato Siriano Bashar-al-Assad. Gli accordi prevedevano una trasmissione contemporanea per il 2 Dicembre dell’intervista, senochè la Rai da allora ha ripetutamente richiesto rinvii fino a far chiaramente intendere ai siriani un rimando alle calende greche.

Al che la TV siriana ha reagito prima avvisando che comunque avrebbe trasmesso l’intervista, e subito dopo passando all’azione.

Perchè questo atteggiamento da parte della RAI? Ovviamente non ci sono spiegazioni. Si pensava forse di riuscire a far passare tutto sotto silenzio. Pensiero ingenuo. Allora semplicemente nessuna spiegazione. Sarebbe inutile e comunque si farcirebbe una bella incredibile fandonia.

Il problema non può che essere chiaramente il contenuto dell’intervista al Presidente Assad. Il quale ha ovviamente accusato l’Occidente, non l’Italia, di aver provocato tutto il bordello siriano, con scuse risibili tipo le stesse utilizzate per l’intervento in Iraq prima ed in Libia in seguito. Perchè se ciò fosse vero, stiamo parlando di criminali di guerra che non verranno, forse, mai giudicati da tribunali umani.

Guerre volute e messe in campo di nuovo da chi intende riprendersi il suo ruolo egemonico, altro che Europa Unita ad esempio, e che già utilizza da decenni su suoli amici le armi del terrorismo politico prima e del terrorismo finanziario ed economico poi, con una sfilza di quinte colonne lunga da qui a Timbuctou e ritorno. Non ultimo quel gran genio di Fioramonti che sembra pretendere che l’ENI la smetta di occuparsi di petrolio e di energia. Saranno felici le grandi corporation. Si torna finalmente a prima di Mattei.

Vanno aperte riflessioni importanti sulla nostra capacità di gestione in politica estera, perchè stiamo tornando indietro di ere storiche e noi ci siamo dentro fino al collo, ma ancor più importante è focalizzare i rematori conto terzi, attivi ormai da anche sin troppo tempo.

Guardatevi l’intervista ad Assad qui lincata, mentre intanto inizio a ripassarmi il codice penale e di procedura penale in relazione alla voce “intelligenza col nemico”.

Circa l'autore

Jaques de Molay

Esiste solo il bene ed il male.