Gioco a fifa20 e quindi me ne capisco

Gioco a fifa20 e quindi me ne capisco

Sono giorni, settimane che apro il gestionale di WordPRess per scrivere, poi mi incazzo da sola, chiudo, torno a riaprire la pagina, clicco su “Aggiungi articolo”, mi incazzo di nuovo… perché non passano tre secondi che un genoano o presunto tale scriva qualcosa di devastante, tragico o ingiurioso ed offensivo contro… un altro genoano un giocatore del Genoa. E spiace leggere articoli di altre tifoserie “locali” che hanno problemi come il dover vendere per ripianare i debiti e trovano supporto o quantomeno “silenzio” su commenti e pagine proprie o articoli di giornale che ne rammentino la situazione… che facciano quadrato difensivo, pur essendo certamente amareggiati (per usare eufemismo) e trattandone tra loro… comunque. Parliamo di campo?

Ieri ho visto una bella partita da Grifoni. Un plauso a Nicola che è riuscito a ovattare discorsi deleteri, mantenendo la squadra concentrata, che ha interpretato la partita nell’unico modo possibile, facendola. Spiace l’atteggiamento arbitrale, decisamente insufficiente la prestazione di Massa, ma felice del punto strameritato e cercato. Ancora qualche errore difensivo punito sistematicamente, ma anche qui si sa vi sia modo di trarne insegnamento e rimedio. Mi chiedo, da non intenditrice, se non sia il caso di gestire con meno uomini la fase, dando chiare direttive al reparto, certamente aiutato da altri del centrocampo. Ma senza ritrovarsi in 8/9 in area. Vero è che le competenze dovrebbero essere chiare, ma ho visto comunque qualche indecisione, come sul fallo dal limite di Behrami che evidentemente chiede al compagno perché non fosse in copertura esterna sul giocatore da lui “pedinato” internamente. E forse anche l’autogol di Biraschi con la Roma potrebbe essere frutto di tale “formazione”.

Detto ciò, il modulo resta lo stesso, ma nessuno dubitava, sia per rosa che per attitudine di Didi. Criscito davanti a Masiello (insufficiente nella prestazione, ma giustificabile per il periodo di inattività da titolare e forse per l’emozione del trovarsi nel suo stadio), al posto di Barreca – che a me piace moltissimo, seppur ancora sottotono per “piedi educati, ma carattere non all’altezza di questi ” – dovrebbe finalmente aver trovato la sua posizione da “maturo”: nella difesa a 3 fatica, quando preso in velocità e lo si è visto anche al momento dell’ammonizione seppur col Papu non sia da facile per nessuno; così può sfruttare al meglio le sue doti e proporre cross interessanti dato che di certo le qualità non gli mancano…

Qualche tempo fa, parlando di un primo tempo conservativo con la Roma, con esterni troppo bassi, temevo per la condizione fisica: direi che il problema sia stato superato e forse, proprio nelle prime due uscite con Nicola, si era pagato più che altro il richiamo di preparazione. Oggi, quando si stia bassi, vedo un mister che chiama gli esterni a salire (che gioia non vedere il contrario, come con Ballardini). E con l’Atalanta non avrebbe potuto essere altrimenti, visto il famigerato gioco di Gasperini che passa sulle fasce e da cui si debba evitare di venire schiacciati.

Un’altra nota positiva, la prestazione di Sturaro, non solo cuore, ma anche sostanza, di quella importante. E che cross! Per la testa di quel ragazzo giunto post-Piatek che ho sempre definito forte se messo in condizioni di dialogare, giocare il pallone con compagni che sappiano trattarlo. Come seconda punta diventa importante seppur si perda sul lungo periodo e non lo ritenga da 90 minuti. Al Betis i supporters lo beccavano per le “assenze mentali” dal campo: ottime prestazioni macchiate da momenti di estraneazione dal gioco. Oggi quel tempo di latenza pare essersi ridotto al minimo, fino alla fine del gas… Dicevo però di Sturaro che è vero genoano, che ha lottato per tornare quando avrebbe potuto rimanere (vero giocando poco) a Torino, guadagnando di più. Non tornerà lo Stefano che lasciò la maglia per quella Bianconera, che giocò in Champions e che avrei desiderato restasse ancora un anno e che facendolo, probabilmente, sarebbe divenuto ancora più forte, poiché qui, rispetto ai grandi club, c’è attenzione per ognuno, c’è ancora modo di fare scuola. Ma nonostante ciò tornerà al suo massimo possibile, concessogli da un ginocchio malandato e dolorante, perché lui per primo combatte contro fisico e mugugni da spalti, mostrando ogni minuto voglia e determinazione.

Schone, dagli uomini di Gasperini raddoppiato sistematicamente, sta vivendo un nuovo corso e lo può fare non perché sia andato via Motta, ma perché giunto chi lo supporti liberandolo dalla fase di interdizione e recupero palloni, potendosi dedicare a chi tenti di fermarne le linee di passaggio, lo pressi provando a levargli la sfera quasi mai riuscendoci, servendo i compagni con maestria (che ora è vero, fanno movimento) e facendo vedere la classe che tutti gli hanno sempre riconosciuto… tranne qualche fenomeno da tastiera.

Arrivo a Pianmonti. Vi stupite veramente? Basterebbe recuperare le prime uscite: grande lavoro a supporto del centrocampo, corsa a recuperare e qualche tiro, anche ieri presente, ma ancora carente proprio perché, per propensione e per richiesta, spesso lontano dalla porta. Un lavoro che Favilli faticherebbe a fare, più votato alla zona d’area, al far salire la squadra aspettando l’assist. Bel duo che potrà alternarsi a seconda delle esigenze e dei momenti del match.

Che dire poi di Biraschi? Perso l’anno scorso, quando scendeva in campo lo sguardo diceva più di mille parole, avendo la possibilità di rientrare in ballo seriamente, si è guadagnato la maglia da titolare risultato, nell’era Nicola, tra i migliori del reparto. E quando gli salga la vena agonista, diviene indomito, si lancia in avanti creando sempre buone prospettive di gioco, come ieri, quando è stato abbattuto (e l’arbitro non ha fischiato) al limite dell’area… Bello averlo ritrovato.

Mi fermo, piena di quella positività che mi accompagnava anche nei tempi bui e che oggi ha dalla sua fatti. Resta l’idea, sempre esposta coerentemente seppur umilmente, i giocatori non sia mai stati da bassa classifica/retrocessione. Neppure prima. Ma come si dice: qualcosa è cambiato. Il resto passa in secondo piano.

Parliamo di calcio, godiamoci il calcio giocato. Non disprezziamo i nostri colori, siano essi indossati da giocatori che rappresentati dalla società. Siamo il Genoa, tifiamo Genoa. Ai posteri…

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