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Genoa Lazio: questa è la cosa più bella

Genoa Lazio: questa è la cosa più bella

So benissimo cosa sono i tifosi del Genoa, come sono fatti.
Non è presunzione perchè lo sono anche io per primo in queste occasioni e poi l’ho visto accadere mille volte tutto questo.
E proprio per questo non a caso ho in mente di scrivere le mie solite due belinate su quella che per me è stata “la Partita”, l’esempio ma ce ne sono altri, di cosa sono i genoani: Genoa Cosenza.
E so anche che che nel caso non mancherà chi mi darà del ruffiano nei confronti di Roby, di Roberto Scotto, visto che passo già per ruffiano o schiavo di Preziosi.
Ma me ne batto o belin.
Tornando a Genoa Lazio, la cosa più bella per me si è verificata a fine partita.
Non vado da anni al Campo e quindi racconto per via di quello che mi ha detto ieri sera un amico al telefono che invece era presente come sempre e nei Distinti.
E’ stata una cosa fantastica e ti giuro che mi ha persino commosso. Tony, c’erano i giocatori della Lazio seduti a terra, esausti, non ce la facevano proprio più e quei pochi con ancora delle energie in corpo, sono andati ad abbracciare compagni e allenatore in panchina, come se avessero vinto la Champions.
I nostri, hanno dato talmente tutto che quasi non si reggevano in piedi, anche loro stremati dalla fatica. Ad un certo punto come spesso accade la Nord completamente in delirio li chiama.
Con le ultime forze si avvicinano e ricevono un applauso che forse si è mai sentito, lunghissimo, durato minuti.
Finito il tutto, i giocatori si avviano verso gli spogliatoi e succede che la Nord li richiama, come si stesse assistendo al “Bis” di una grande Tenore.
Forse increduli di tutto ciò, i giocatori fanno l’ultimo sforzo e ritornano, e ricevono un’altra ovazione.

Ora, non voglio certo dire e paragonare cose del genere ad atti ed imprese Eroiche, perchè parliamo pur sempre di Calcio, di un gioco, ma queste cose dovete capire, voi altri, che solamente un genoano le può davvero apprezzare perchè solo i genoani sono in grado di farle.
Ma non perchè sia prassi o siano obbligati, ma perchè lo hanno dentro questo cazzo di modo.
Perchè nascono così e il tutto è frutto di cento e passa anni di Storia, di insegnamenti, di valori tramandati da padre in figlio.
Il genoano ha, possiede, capta, una enorme simbiosi con quello che sta accadendo in campo.
Ha la capacità di capire i momenti, il, momento e di entrare in contatto con i propri giocatori, come se fosse lui stesso a giocare quella partita.
Il genoano adora l’impegno, ma con sofferenza.
Si potrebbe persino dire che i genoani non sono gente da tre a zero in casa, perchè alla lunga si stuferebbero di questa “facilità” di risultati.
Il genoano dà il meglio di sè quando il Genoa sta soffrendo, ma sta dando il massimo per rimettere in sesto la partita.
E’ lui, siamo noi che in quel preciso istante stiamo giocando su quel prato.
E siccome non sono abbelinati, questo lo sanno i giocatori, gli osservatori. Persino gli avversari.
So che non ci crederà nessuno, figurati i sandoriani, ma persino Vialli a una festa in periodo post scudetto, a una domanda di un amico rispose: “Come Società, no.. ma per il Tifo, certo che mi sarebbe piaciuto giocare nel Genoa. Deve essere fantastico giocare per quella Gente.”
Questo è Il Genoa. Questi sono i genoani.
E il succo è, quando il genoano fa, il genoano, non ce n’è per nessuno.
E il resto mancia.

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