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Foibe e memoria a corrente alternata

Foibe e memoria a corrente alternata

E’ tempo di ricorrenze, di giorni e discussioni dedicate a, di Memoria appunto.
Io so nulla di Storia e di fatti ad essa legati, quindi non mi permetto e nemmeno mi viene in mente di parlare di cose che non so.
Pertanto non mi addentro nelle questioni e quindi sul chi ha torto o ragione e nemmeno sulle ragioni politiche che indubbiamente ci sono, che portano ad avere dibattiti e contrapposizioni in favore di una o dell’altra parte in causa.
Io parlo in tema di sentimenti e di reazioni umane. Mi metto, nella testa di chi ha commesso cose sicuramente orribili, ma, mi chiedo cosa avrei fatto io al suo posto. E soprattutto, lo chiedo a voi, cioè a chi è scandalizzato e indignato da quanto successo appunto nella vicenda Foibe.
L’altro giorno, parlavo con mio padre e causa un dibattito sulla Liberazione e sulla Resistenza che si stava trasmettendo in TV.
Mio padre in quel periodo era un bambino, nel 45 aveva nove anni.
Non poteva certo essere un Partigiano, così come i suoi quattro fratelli, di cui tre poco più grandi di lui. Ma essere bambini non vuol dire non aver vissuto e non ricordarsi, ciò che si è vissuto. Anzi, visto che sono proprio i fatti accaduti e visti nell’infanzia quelli che lasciano più il segno e più a lungo. Specie, se sono di certo tipo.
Ebbene, mio padre dopo altri mille aneddoti di quello che si faceva a quell’età, i rischi che si correvano e per portare a casa qualcosa da mettere sotto i denti, propri e dei propri cari, alla fine esce con una cosa: Ti veddi, i Tedeschi, quarche votta ne davan in tocco de pan. I Fascisti, ne sparavan.
Ora, questa cosa non sarà certo capitata solo a mio padre e ai suoi fratelli, ma a tanta altra gente. A tantissimi altri italiani.
E allora come si può pensare e almeno non giustificare chi aveva e magari conserva pure tanto odio e rancore nei confronti dei Fascisti.
Cioè di persone che fino ad un giorno prima erano magari anche tuoi amici oltre che compagni di scuola, coinquilini, compaesani. Magari anche parenti.
E che sono diventati per “ideali” o forse perchè solo delle carogne già di loro, persone così cattive e feroci.
Se persino il Generale Meinhold disse che la Gente andava a lamentarsi con lui e a chiedere aiuto per la troppa ferocia dei Fascisti…
Non me lo sto inventando io, andatevelo a cercare, se avete dubbi.
Quindi, cosa avete nel belino che le persone siano tutte San Francesco e con tanto di Saio? Oppure che sono normali esseri umani e quindi dotati di sentimenti e di pulsioni. Cosa avreste fatto, voi, a gente che per anni vi ha picchiato, violentato nell’anima e forse anche fisicamente. Che vi ha oppresso, limitato in ogni Libertà. Che vi ha perseguito oltre che perseguitato con le loro cazzo di idee.
Cosa gli avreste fatto se fosse arrivato il giorno che queste per voi carogne avessero perso e quindi fossero stati in condizioni di non comandarvi più…
Sto parlando di Fascisti perchè questo hanno fatto loro in italia, ma vale la stessa cosa per altri oppressori e magari denominati Comunisti.
Ripeto io non entro nelle ragioni politiche e partitiche della cosa, io parlo e cerco di parlare di quelle che sono le reazioni umane.
C’è gente che si indigna per gli orrori delle Foibe (e pure Fascisti o ex Fascisti ndr) e se solo qualcuno molestasse il loro Cane, sarebbero pronti ad uccidere, almeno a livello istintivo.
E loro, voi, vi indignate per le atrocità commesse dagli Slavi o dai Partigiani nei confronti degli italiani e dei Fascisti?
E vi indignate proprio voi, noi, genovesi, cioè un popolo che secoli fa partì in massa con tutte le navi disponibili, lasciando mogli e donne a casa, per vendicare un’onta ricevuta 150 (centocinquanta) anni prima?
Mahdia, Tunisia. Venne messa a ferro e fuoco, in pratica.
Dopo, 150 anni dal problema originario. Memoria lunga eh questi Genovesi…
Tornando ai Partigiani e ai loro “orrori” commessi dopo la liberazione e tanto “cari” al Comunista Gianpaolo Sansa e alle Foibe, Io non so cosa fareste voi e cosa avreste fatto.
So, cosa avrei fatto o almeno provato a livello istintivo io, nei confronti di chi per anni mi ha picchiato, maltrattato, occupato, ucciso amici e parenti.
Tutto questo per dire che la Guerra è la cosa più Orribile che possa esistere e che non esistono ragioni o idee politiche sufficienti per approvarla e parteciparvi. Nemmeno, per parteggiare per una parte o per l’altra.
E che è troppo facile commentare, specie se per convenienze politiche, episodi vissuti da altri e sulla loro pelle.
E in nome di una parola che non mi è particolarmente simpatica, visto chi la usa, la pratica e la persegue: Revisionismo.
Gli orrori sono orrori, i crimini sono crimini.
Valgono per tutti e per chiunque li compia.
Ma bisognerebbe sempre secondo me, chiedersi il perchè sono avvenuti.
Cosa ha spinto la gente a commetterli.
Io ricordo ancor oggi le parole dette a me da un uomo, un Partigiano.
Un uomo giusto, dallo sguardo fiero e dalle mani callose. Per il Lavoro.
Non parlava mai, anche di cose che conosceva benissimo.
Taciturno, osservatore, silenzioso.
Un giorno e non so perchè, la sua bocca emise dei suoni.
Ti sæ mae ballin.. noiatri Partigen emmo sbagliou con i Fascisti solo ‘na cosa: a no amassàli tûtti.
Io non giustifico quelle parole. Non lo giustifico.
Ma le capisco. Lo, capisco.
E non mi permetto nemmeno un po’ di giudicare. Di giudicarlo.
Perchè dovessi farlo, visto che non sono San Francesco e nemmeno Don Bosco, probabilmente gli darei ragione.

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