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Da Arci Tarci a Fra’ Stacca

Da Arci Tarci a Fra’ Stacca

Quello che Genova non digerisce e mai digerirà, sono le sorprese, anche se da tempo annunziate e se il dopo Siri a me piace traguardarlo con il “rivoluzionario” Tettamanzi che per depotenziare, quelle vecchie bagasce dei chierici vaticani gli avevano attribuito un tumore, il dopo Arci Tarci Bertone (“pansa e stacca”), sarà il Frate Marco Tasca (Fra’ Stacca). Dicevo, i primi sorpresi del cambio “improvviso”, pare siano stati i curiali genovesi, quei pretonzoli e monsignoroni dal “collo storto”, più da uffici che da parrocchia, quella sequela di “pierini”, circondati da laici devoti “compiacenti” che scodinzolano dietro il Cardinale. Diciamo che Bagnasco ha dovuto gestire il dopo Bertone, come un becchino può gestire la morte d’un caro congiunto: 133 funerali di sacerdoti anziani, contro 25 nuove ordinazioni, a questi sacerdoti morti ed a quelle poche ordinazioni, in 14 anni di reggenza, sommiamo la sparizione della Fondazione Carige, con il parziale successo nell’aver intrecciato rapporti con la Fondazione San Paolo, il tutto condito da crisi aziendali ante Coronavirus, alluvioni e crollo del Morandi e per buon peso lo stallo del progetto Ospedale Galliera, in una Genova scristianizzata, se non più dell’intera Europa, dove, fino al 2021, Bagnasco presiederà le Conferenze episcopali europee. Ardua l’impresa che toccherà a Fra’ Tasca ed al di là del dopo Coronavirus, – la sorpresa di Bergoglio del dopo Pasqua -, ma un bel segno, perché prima della Pentecoste. Insomma dal: “pansa e stacca” di Arci Tarci Bertone, a solo Fra’ Stacca. Benvenuto Fra’ Stacca.

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IL LANTERNONE di Boccanegra

Pensionato, libero pensatore, nulla facente, amante dei cantieri dove poter suggerire agli operai il modo migliore per intervenire in tubature guaste e porvi rimedio, senza per questo essere brutalmente insultato. Se avanza tempo dipingo e scrivo brevi post su Faccialibro per amici trovati in rete, no perditempo