Così è, se vi pare

Così è, se vi pare

La comunicazione viene a tutti spiegata fin da ragazzi con la dicotomia “codifica-decodifica”. Riceviamo un messaggio (sia esso parlato o gestuale) che prevede un’interpretazione dettata da tono, movimenti, lessico.

I titoli dei giornali dovrebbero dare il senso del contenuto, non sono scritti direttamente dall’autore dell’articolo, ma da persone preposte, che spesso cercano il “colpo” per creare interesse, ma altrettanto spesso lo fanno senza leggere loro per primi il contenuto del giornalista.

Perché questi due preamboli? Perché sia ascoltando direttamente una persona, ed i questo caso vorrei fare riferimento alle dichiarazioni del Mister, sia riportandole su testata, il modo di decodificare cambia la prospettiva e modifica il significato.

Noto sempre più spesso come non siano solo giornalisti capziosi a descrivere le parole di Motta in modo ambiguo, ma pure i tifosi, accecati probabilmente… dalla classifica. Un esempio: su Schone TM88 afferma di non aver mandato alcun segnale e che “Lui è un giocatore importante per noi ma ci sono anche  altri esclusi, Il Genoa ha  una rosa ampia con tanti giocatori di qualità e per questa sfida ho scelto i giocatori di cui avevo bisogno”… apriti cielo! Questo denoterebbe delusione nei suoi confronti, bocciatura e giù conferme da parte di presunti supporters che narrano aspettative tradite e pessime prestazioni.

Posto che ritengo, a parte forse in una sola gara, Schone sia palesemente di un altro livello (ho scritto nel precedente articolo come, marcato stretto affinché non potesse costruire, si sia impegnato in un grande e perfetto lavoro di recupero e interdizione in attesa dello spazio per la “giocata” puntualmente arrivata alla prima occasione), io credo il volere del Mister sia stato quello di non creare disparità di trattamento tra “esseri superiori” e mortali/panchinari, sottolineando come tutti siano importanti e, appena schierati, fondamentali e “migliori”.

Certo, anche la mia è una personale interpretazione, la differenza forse sta solo nel non vedere sempre tutto in negativo e magari sbagliare, com’è possibile per tutti, ma sempre in positivo. Perché l’amore giustifica, non condanna a prescindere, concede il beneficio del dubbio, non una sentenza senza ritorno…

Ogni volta che ascolto un’intervista, che leggo un post di provenienza RossoBlu ufficiale, trovo sempre commenti pessimistici (nella migliore delle ipotesi). Ci sono già alcuni giornalisti… Pensiamo all’ultimo articolo di Adamoli sul presunto sbando societario. Basi effettive (via Capozucca, dentro Maroccu, uomo di Imborgia a sua volta nell’entourage di Matteo Preziosi che sta facendo il mercato), ma automatica visione consequenziale distruttiva: il cambio non può essere migliorativo, ma confusionario e reo di sottolineare la tragica gestione societaria. In realtà, per chi sia sia mantenuto informato anche nel periodo estivo, Preziosi ha messo in atto una rigenerazione interna proprio dopo aver notato qualcosa non andare bene. Prima mossa, sistemare un uomo di fiducia in una posizione “superiore”, nella fattispecie Ricciardelli, via Sapienza, via Capozucca… i motivi si possono dedurre o approfondire, ma ciò che conta è la premessa. La volontà di dare una sterzata. Il processo ha superato l’estate ed è ancora in atto, ma non significa altro che l’impossibilità di gestione diretta per molti motivi (impegni, impedimenti a transitare e venire a Genova dovuti a restrizioni di sicurezza – ogni volta che il Presidente scende deve avvisare Prefettura e aspettare la scorta, un impero da gestire…).

Ora, alla fin fine, quello che vorrei per il mio mondo perfetto RossoBlu, è che si peccasse in esegesi degne della bellezza della storica maglia, più che in ermeneutica della tragedia… troppo? Così è, se vi pare

Valentina

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